Quel pasticciaccio di villa Blanc

Un po’ di storia
Cronologia di un pasticciaccio
Lo stato attuale

22 settembre 2013

Villa Blanc è un gioiello di 7 edifici più il corpo principale, 26 mila e 700 metri cubi più 12 mila metri quadrati di parco. L’ingresso è sito al numero duecentosedici di via Nomentana.

Un po’ di storia

Nel lontano 1848 tale Felice Argenti cede al marchese Lorenzo Lezzani un terreno sul quale il nobiluomo costruisce un "casino per delizia" di dieci vani. Successivamente poi vende alla contessa Violante Filippi.

Villa Blanc prende il nome dal ministro degli Esteri del Regno d'Italia, il barone Alberto Blanc, ministro degli Esteri nel secondo governo Crispi, che l'acquistò nel 1895.

Convoca l'ingegner Giacomo Boni per farne "qualcosa" di particolare. Con grande felicità dell'interpellato che ingrandisce l'antica costruzione, aggiunge altri corpi tra cui una torre con aperture a bifore e trifore. Dà sfogo a una fantasia colta, multicolore e di respiro europeo: un occhio al Liberty e un altro alla tradizione romana. I vetri soffiati vengono trovati alla Saint Gobain di Pisa. Le paste vitree applicate sui colori degli smalti sono ispirate ai Ginori di Firenze. E poi tanta "stilizzazione dal vero", cioè margherite e altri fiori trasfigurati in pure linee o in realtà architettoniche, per esempio in capitelli. I rivestimenti interni sono in marmi policromi, i pilastri portanti ottagonali e soavemente orientaleggianti. Il fregio di coronamento della villa è il simbolo di tanto eclettico modernismo, con le figure dell'Elettricità, della Meccanica e della Chimica al posto delle tradizionali Muse. Fa il paio con la grande serra parabolica che ospitò, nei tempi d'oro, diecimila bulbi di Haarlem nonché azalee, lillà e gardenie. Bruno Zevi scrive che una simile estroversione "rievoca schemi wrightiani". Purtroppo per tanta raffinatezza, lo splendore dura poco. Il barone muore nel 1905 e già nel 1932 una cronista parla di Villa Blanc come di "un bel sogno sciupato". I Blanc affittano all'ambasciatore cinese presso la Santa Sede, monsieur Wu (di Taiwan, ovviamente), che chiama, in omaggio al Pontefice, gli undici figli con cattolicissimi nomi italiani. Nel 1950 la cessione, per 180 milioni, alla Società generale immobiliare, cioè la Sogene, che di lì a qualche anno sarebbe passata a Michele Sindona. Arriva un vincolo per il parco nel 1953. Ma succedono fattacci, se nel novembre 1954 la Sogene riesce a farsi togliere il vincolo di tutela sulla villa posto già nel 1922. Poco manca che abbattano tutto per lasciare posto "a nuove costruzioni non di lusso", leggi palazzine. La Sogene riesce comunque a costruire un nuovo edificio e una piscina, vandalicamente sopra le Catacombe della Basilica di Sant'Agnese. Nel 1972 raggiunge un accordo di vendita con la Repubblica Federale Tedesca in cerca di un'ambasciata. I tedeschi pongono una condizione: la completa scomparsa di vincoli entro il 15 aprile 1974. Il che non accade, anzi, ne arrivano di nuovi dal Comune (che destina il parco a verde pubblico) e dal ministero per i Beni culturali. La villa resta alla Sogene che comincia la sua infinita e inutile battaglia contro Comune, Regione e ministero per i Beni culturali. Ma il Tar e il Consiglio di Stato rigettano tutti i ricorsi. E il Campidoglio, nel frattempo amministrato dalle sinistre, insiste con i vincoli. La Sogene fallisce in seguito alle vicende sindoniane, e Villa Blanc viene inclusa tra i beni in liquidazione. Due aste vanno a vuoto. E qui si entra nelle recenti vicende giudiziarie. In dieci anni di totale abbandono la villa diventa una specie di "self service del marmo", come scrive Fulco Pratesi proprio sul Corriere della Sera. Ladri, vandali, saccheggiatori portano via colonnine, spezzano capitelli, arredano ville al mare con le travi di larice dipinte del soffitto. Frantumano vetrate, abbattono cedri e lecci. Il magnifico salone degli specchi diventa un'immensa vasca d'acqua piovana: un esito in tipico stile dè noantri. Scriveva sempre Piccinato: "Potremmo dire che Villa Blanc è divertente e che la si legge come un racconto". Finito, purtroppo, tra le macerie.

Cronologia di un pasticciaccio

giovedi, 08 ottobre 1992

Dal dicastero delle Finanze Vengono messi a disposizione di Ronchey 30 miliardi, che consentiranno di esercitare un diritto di prelazione per l'acquisto di Villa Blanc così da poter poi mettere quest'ultima a disposizione dell'Esercito, che lascerà Palazzo Barberini (Circolo Ufficiali).

martedi, 18 maggio 1993

Il decreto legge entrato in vigore il 23 aprile scorso ed emanato dal governo per acquisire la villa al Demanio attribuendo la somma necessaria per l'acquisto (venti sette miliardi e 727 milioni, più un'altra decina di miliardi per la ristrutturazione)

Viene considerata una "gravissima anomalia" quella di aver attribuito alle Finanze un acquisto che avrebbe dovuto competere ai Beni culturali.

Villa Blanc fu stimata dall'Ufficio tecnico erariale (UTE) di Roma intorno ai 37 miliardi, compresi 13 destinati alla ristrutturazione. Un restauro però piuttosto complicato e costoso perchè "la futura utilizzazione del complesso, è scritto nella perizia , è certamente subordinata all'esecuzione di radicali e notevoli lavori di bonifica, risanamento statico, adeguamento funzionale, ristrutturazione e restauro degli elementi artistici e architettonici che si configurano di composita e difficile catalogazione". Insomma la stima dell'Ute non ha convinto il superispettore secondo il quale i costi inevitabilmente sono destinati a crescere oltre il previsto. L'esame della contabilità della società che stava trattando l'acquisto di Villa Blanc prima che lo Stato intervenisse ha evidenziato le sorprese più gravi. La società in questione non ha mai avuto una sede, non ha combinato alcun altro affare da quando esiste, ha un capitale di venti milioni, un'amministratrice improbabile e soprattutto dei libri contabili sospetti, secondo Casaccia. Di qui le ipotesi di falso e di altri reati.

domenica, 04 luglio 1993

Il parere della Commissione nominata dal ministero delle Finanze

ha stabilito che se l'area fosse "verde privato" varrebbe 12 miliardi (e non 27 come chiesto dalla Sogene) e che il complesso ottocentesco è in una zona indicata sul piano regolatore come "verde pubblico", per cui ha valore "zero".

La Sogene deve versare all'Erario 60 miliardi per l'accumulo di tributi e tasse non pagati.

mercoledi, 07 luglio 1993

Il Secit, Servizio centrale degli ispettori tributari, ritiene che l'esborso dello Stato per poter acquisire Villa Blanc sarebbe di quasi cinquanta miliardi, tra compravendita e restauro.

Il ministro Ronchey ha voluto reiterare quindici giorni fa il decreto legge sull'acquisizione dell'edificio conteso, per evitare che lo Stato perdesse il diritto di prelazione e quindi la possibilità di acquisire tra i suoi beni la preziosa villa.

sabato, 31 luglio 1993

Proprietaria di Villa Blanc era la Sogene, che all'inizio degli anni Ottanta è fallita. Il parco e gli edifici sono stati messi in liquidazione. Dopo due aste andate a vuoto, nell'estate del '92 ci fu la vendita. Acquirente una piccola e sconosciuta società, la Lases, al prezzo di 23 miliardi e 300 milioni.

Quest’ultima una strana società con 20 milioni di capitale, un'amministratrice di 25 anni e nessuna attività, ma con fidejussioni da capogiro, tanto da poter pagare ben 23 miliardi più le spese per assicurarsi il gioiello Liberty sul quale lo Stato ha esercitato il diritto di prelazione di proprietà del costruttore Antonio Pulcini

Il sospetto è che la vendita alla Lases fosse solo fittizia e dovesse servire a far lievitare il prezzo.

mercoledi, 04 agosto 1993

Il trasloco del Circolo degli ufficiali è però vietato da un decreto regio.

sabato , 07 agosto 1993

 

Nel momento in cui le Forze armate confermano la volontà di sgomberare Palazzo Barberini, dove è ora domiciliato il loro circolo ufficiali, l'imputazione di falso ideologico dovrebbe decadere.

giovedi, 12 agosto 1993

Ha ragione l'Ute o la commissione del ministero delle Finanze? Hanno ragione probabilmente entrambe le commissioni: perché la prima ha valutato il complessivo valore culturale rappresentato da villa Blanc e dal suo parco, la seconda si è attenuta ad un valore di mercato di un bene di interesse architettonico e ambientale in disfascimento i cui costi di restauro sono certo ingentissimi.

sabato , 14 agosto 1993

La custodia giudiziaria sarà affidata a Italia Nostra.

venerdi, 20 agosto 1993

Il governo ha deciso di non reiterare il decreto legge (scade tra due giorni) che consente di utilizzare fondi dello Stato per l'acquisto della villa.

lunedi, 23 agosto 1993

Per il comitato di coordinamento del Secit (Servizio centrale ispettori tributari) la società Lases (in liquidazione) proprietaria del complesso liberty nel cuore di Roma è in arretrato con le tasse per 60 miliardi. Pertanto la Villa, sarebbe a questo punto confiscabile.

domenica, 22 settembre 2013

Villa Blanc: Il quartiere insorge contro la costruzione da parte della LUISS di nuovi insediamenti nella storica Villa Blanc.

Con la delibera 37 del Commissario Straordinario del Comune di Roma dell’11-04-2001 è stato approvato il programma di interventi che prevede, tra le altre cose, il passaggio di destinazione d’uso del parco da "Verde pubblico" (zona N) a "Insediamenti universitari" (sottozona M4) come indicato nell’Art. 4 Variazioni del Piano regolatore generale del Comune di Roma.

La LUISS ha assicurato che avrebbe dato vita, a proprie spese, ad una zona di verde pubblico all’interno del parco.

I cittadini hanno dato il via ad una protesta per ribadire che Villa Blanc e il suo parco, classificati oggi come "Verde pubblico" non devono essere sacrificati, con i conseguenti danni ai cittadini residenti, per consentire ad un’Università privata di trarne profitto.

Il Comitato di Villa Blanc ha verificato inoltre che il "Verde Pubblico" promesso dall’Università sarebbe relegato in una striscia di soli 7000 mq scoscesa e poco praticabile del parco.

I cittadini si ribellano ancora una volta a questa iniziativa che, come conseguenza dell’impatto socio-ambientale delle infrastrutture necessarie e dei 2000 iscritti previsti, vedrebbero gravemente compromessa la sicurezza e la qualità della vita. Basti solo pensare all’inevitabile ulteriore congestione del traffico, all’aumento dell’inquinamento atmosferico e dell’inquinamento acustico e, non ultima, alla sicurezza dei cittadini e degli alunni delle scuole della zona, compromessa dall’afflusso di motorini e mezzi etc.


Lo stato attuale


lunedì 9 gennaio 2017

Apre la Luiss Business School a Villa Blanc e divampa lo scontro
I cittadini lamentano la strage di alberi: i lavori di ristrutturazione avrebbero snaturato il parco, patrimonio di biodiversità con oltre 57 specie di uccelli, rettili e mammiferi. Unica concessione ai residenti, l'area di 4.300 metri quadrati attrezzata con giochi per bambini.
I residenti, che hanno raccolto più di 6 mila firme, contestano l'accordo, firmato nel 2011 dall'allora giunta Alemanno e l'ateneo di Confindustria, che impegna la Luiss ad aprire il parco alla cittadinanza soltanto in alcuni giorni: domenica e festivi o in occasioni particolari. L'aspetto più controverso riguarda le norme tecniche di attuazione del Piano regolatore del Comune: secondo i cittadini, nella categoria Ā«verde pubblico e servizi pubblici di livello localeĀ» rientra sì la scuola dell'obbligo, ma non la formazione universitaria, punto sul quale, dopo la bocciatura del Tar, attendono l'esito del ricorso al Consiglio di Stato, il prossimo 26 gennaio.


mercoledì 1 marzo 2017

Lavori di ristrutturazione lato via Bartolomeo Marliano

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venerdì 12 maggio 2017

Lavori di ristrutturazione lato via Nomentana

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N.B. Tutto quanto sopra riportato è di pubblico dominio in rete al sito del Corriere della Sera.